UNE HISTOIRE D’AMOUR
Lui non aveva la testa, lei non aveva le gambe.
Si erano conosciuti da “Chez Maxime: pret-a-portèr per te e per me”. Un giorno, Violet aveva preso le mani sia dell’uno che dell’altra e le aveva unite in una composizione adatta alla vetrina per la ricorrenza di San Valentino. Da quel giorno lui aveva a dir poco “perso la testa”, mentre a lei, quando lo guardava, per l’emozione le “tremavano le gambe”; si intende sempre in senso figurato. Pensavano proprio che Violet se ne fosse accorta.
Ormai Violet non li divideva più, aveva notato che la vetrina con quella composizione, anche se un po’ forzata, funzionava!
Abbinava la camicia di lui alla gonna di lei, oppure i pantaloni svasati di lui al corto bolerino di lei, e così via, colore a colore, tessuto a tessuto. Ma aveva un cruccio: non sopportava più l’idea che non potessero essere completi ed equilibrati fra di loro. Pensò quindi a diverse soluzioni.
Togliamo la testa anche a lei e fissiamole dei cappelli sul collo, oppure togliamo le gambe anche a lui e mettiamole su un tavolo, o anche per movimentare la composizione, spostiamo la testa di lei su di lui (tanto va bene lo stesso), e per lei utilizziamo pantaloni extra-size che coprano scarpe-senza-piede, così, delle varianti: e che sarà mai!
Durante la notte, quando la vetrina si nascondeva allo sguardo curioso dei viandanti con uno spesso telo, i due si scambiavano gesti d’amore: lei cantava vecchie arie romantiche e lui la accompagnava ballando il tip-tap a ritmo.
Ma purtroppo tutto questo, come è solito accadere nella vita, volse al termine.
Violet ebbe serie discussioni con la vetusta proprietaria e dovette necessariamente terminare il suo lavoro da Chez Maxime e cercare nuove opportunità. Ai due, ormai gestiti da mani più esigenti, non restò che la separazione. Lei fu assegnata alla lingerie e lui fu rivenduto ad un grossista di pantaloni. E fu così che andò.
Lei sospirava in reggiseno mentre lui mostrava i pettorali e, seppur lontani, si consolavano pensando di aver amato ed esser stati amati.
D’altronde, meglio amati che rottamati!
(Testo non generato ne modificato con AI, errori autentici!)